figura deformata su sfondo nero

Nell'arte del XVI secolo, tra il Rinascimento e il Manierismo, questo gioco intellettuale ha avuto considerevole espansione. L'utilizzo dell'anamorfosi da parte di alcuni artisti (come ad esempio Leonardo da Vinci e Hans Holbein) ha avuto funzione simbolica per celare messaggi riservati presenti all'interno dell'opera. 

Nella lettura di un'opera non è sempre facile riconoscere e decifrare l'elemento che presenta deformazione anamorfica. Per scoprire il reale aspetto dell'immagine distorta dobbiamo collocarci in un punto di vista particolare rispetto al quadro oppure utilizzare uno strumento che ci possa aiutare nella lettura, come ad esempio uno specchio ricurvo (ad esempio nel "San Gerolamo orante" di M. Stomer).

Esistono numerose tecniche di deformazione anamorfica, la più diffusa è quella prospettica e consiste nella deformazione di un reticolo cartesiano modulare.

La deformazione anamorfica si può dunque realizzare partendo da un'immagine a cui viene sovrapposta una griglia formata da moduli quadrati. In un secondo foglio si deve riprodurre la griglia deformandola prospetticamente
Infine si può procedere con la riproduzione dell'immagine sul reticolo deformato seguendo le intersezioni dell'immagine originale. Solo la visione di scorcio ci permetterà di leggere correttamente l'immagine che avremo creato sul reticolo deformato.


In alcune opere ci sono delle immagini nascoste. Impara come scoprirle!