Chiaroscuro e cromie in una tavola di disegno genericaIl colore è un elemento fondamentale della grammatica visiva, per definirlo sono state individuate tre varianti fondamentali che lo caratterizzano percettivamente: la tinta, la chiarezza e la saturazione.

  • La tinta (o tono): è il colore ossia la specifica cromia che corrisponde ad una determinata lunghezza d'onda (il rosso ad esempio corrisponde ad una lunghezza d'onda di circa 625- 740 nm mentre il viola corrisponde ad una lunghezza d'onda minore, circa 380-435 nm). Mescolando gradualmente due tinte si ottiene una progressione di colori che compone una scala cromatica.
  • La chiarezza: è la sensazione prodotta nell'osservatore dalla quantità di raggi luminosi che il colore riflette, ad esempio il colore bianco, che possiede il massimo livello di chiarezza, riflette tutti i raggi luminosi che riceve, il colore nero, al contrario, non riflette i raggi luminosi e per questo è il colore con il minor grado di chiarezza. La chiarezza è una variante inversamente proporzionale alla saturazione. 
  • La saturazione (o purezza): è l'intensità di un colore che si definisce saturo quando non possiede percentuali di nero o di bianco nella sua composizione. Il bianco e il nero, assenti nella scala cromatica, sono definiti colori acromatici infatti appartengono alla scala dei grigi e possiedono un grado di saturazione nullo. In pittura un colore perfettamente saturo si definisce: colore timbrico.

Le gradazioni tonali sono toni più o meno chiari di una precisa tinta. Le gradazioni tonali si ottengono mescolando ad una tinta pura quantità variabili di bianco o di nero.