Il cubi di NeckerLe figure ambigue (o ambivalenti) sono forme che possono essere lette in modo contraddittorio dal nostro sistema percettivo.

Le figure ambigue mettono in difficoltà il dialogo occhio-cervello che, individuando due possibili letture dell'immagine, non è in grado di scegliere la soluzione corretta e così continua a passare da un'ipotesi all'altra.

Osservando una figura ambigua, la posizione nello spazio sembra modificarsi assecondando l'interpretazione del cervello che lavora leggendo alternativamente la figura collocandola prima in primo piano e successivamente sullo sfondo. 

In realtà nessuna figura ambigua presenta una lettura corretta, sono corrette entrambe le letture che coesistono e si scalzano vicendevolmente.

Il cubo di Necker (nell'immagine in alto) presenta una faccia frontale che tende ad avanzare o arretrare alternativamente: il nostro sistema percettivo oscilla continuamente tra due possibili posizioni, diventa così difficile stabilire quale sia la faccia anteriore e quella posteriore.

scala di schroderEsistono numerosi esempi di figure ambigue, una delle più conosciute è la scala reversibile di Schröder i cui gradini guardano verso l'alto o verso il basso alternativamente (nell'immagine).

Nell'antica Roma si è ampiamente diffuso un motivo decorativo musivo che rappresenta dei cubi "reversibili" (nell'immagine).Mosaico pietra cubo

I cubi costringono il nostro sistema percettivo ad oscillare, leggendo alternativamente una faccia predominante che sembra modificare l'intera percezione del solido.

La duplice lettura delle forme ambigue è un argomento che ha affascinato ed ispirato anche molti pittori, tra questi possiamo ricordare l'opera "Ortolano" di Giuseppe Arcimboldo (1587-1590). Il dipinto si presenta al fruitore come un cesto colmo di ortaggi ma cela un volto unamo che si legge distintamente capovolgendo il quadro.

"La moglie e la suocera" (o "La giovane e la vecchia"), disegnata da William Hill, presenta ambiguità mostrando alternativamente una donna giovane o una donna anziana. L'immagine è stata studiata da Edwin Boring nel 1930, attraverso un articolo intitolato "Una nuova figura ambigua" la presentò ad un gruppo di psicologi.  

Le figure ambigue sono state particolarmente apprezzate dagli artisti surrealisti che hanno creato nei loro dipinti immagini ambigue dove si possono individuare due o più soggetti: è lo sguardo dell'osservatore che coglie per prima l'immagine che gli è più familiare.

Uno degli soggetti ampiamente indagati per la sua versatilità e riconoscibilità è il volto umano.

Nelle figure ambigue ricorre spesso il volto come soggetto principale che oscilla la sua lettura percettiva tramutandosi in un paesaggio oppure  in figure umane complete o addirittura in architetture e costruzioni antropiche.

Salvador Dalì nell'opera "Le tre età" (1940) dipinge tre teste, simbolo delle tre età della donna: vecchiaia, adolescenza e infanzia. Le tre teste sono ambigue: raccolgono moltissimi dettagli, variamente interpretabili, che si possono scoprire in una fase di attenta osservazione.